mercoledì 9 maggio 2018

Restituire il passato: il restauro del Codice 44

In occasione della mostra "I MISTERI DELLA CATTEDRALE. Meraviglie nel labirinto del sapere" presso il museo della Cattedrale di Piacenza, in uno dei moltissimi eventi collaterali verrà presentato il Codice 44, da poco restaurato presso il nostro laboratorio. Una bella occasione per approfondire i contenuti di questo meraviglioso codice e per conoscere anche l'intervento di restauro.
Relatori: Tiziano Fermi, Biblioteca Capitolare Cattedrale;
Alberto Benato Laboratorio di Restauro del libro e di opere d'arte su carta dell'Abbazia di Praglia.



https://www.facebook.com/events/2116754215274707/

venerdì 30 marzo 2018

Buona Pasqua

Un sincero augurio di Buona Pasqua a tutti Voi!
La foto riprende una miniatura del codice "Sacramentario di Fulda" di proprietà della Arcidiocesi di Udine, da noi restaurato a fine 2016.


mercoledì 21 marzo 2018

Comunicazione di servizio

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
Per motivi tecnici, oggi 21/03/2018 e in parte anche domani, la nostra linea telefonica potrebbe non funzionare, e con essa anche la linea adsl. Per urgenze e comunicazioni potrete raggiungerci al nostro cell. 338.2004737. Grazie!

venerdì 22 dicembre 2017

BUON NATALE

Buon Natale dai restauratori del laboratorio: dom Luciano, Alberto e Gloria con tutta la Comunità Monastica dell’Abbazia di Praglia.
"Puer natus est nobis, et filius datus est nobis: cuius imperium super humerum eius et vocabitur nomen eius, magni consilii Angelus. Cantate Domino canticum novum: quia mirabilia fecit".


venerdì 17 novembre 2017

Tinture naturali su Hanji e Washi

Tintura di carte coreane (Hanji) e giapponesi (Washi) con coloranti naturali. Nelle foto si vede la preparazione e la tintura con pigne di Alnus Japonica utilizzando ebake e supportando i fogli opportunamente. Dopo la tintura e l'asciugatura si procede con la mordenzatura a pH controllato per fissare il colore. Segue l'ultimo risciacquo.
Le carte dopo la tintura e la mordenzatura serviranno per la reintegrazione di lacune su supporti originali di tonalità diverse dal colore di base delle carte coreane e giapponesi.

Preparazione della titntura e filtraggio

Applicazione del colorante

Stesura del colorante

Particolare del colorante

Mordenzatura

Controllo del pH

Asciugatura su telaio

Gamma delle carte prodotte con tintura a base di ontano e altri coloranti naturali 

mercoledì 4 ottobre 2017

4 ottobre - San Francesco d'Assisi


Nel giorno in cui si ricorda il Patrono d'Italia, San Francesco d'Assisi, ricordiamo il restauro di tredici manoscritti del Sacro Convento di Assisi, avvenuto presso il nostro laboratorio nel 2014. Nella foto si vede la prima carta del manoscritto della vita Seconda di Tommaso da Celano (ms.686), redatta tra il 1246 e 1247.
"Redatta da Tommaso da Celano tra il 1246/1247, la Vita seconda di S. Francesco intese corrispondere all'ingiunzione, fatta dal Capitolo generale di Genova del 1244 e dal ministro generale Crescenzio da Iesi, «di scrivere i fatti e persino le parole» di Francesco, e non già di limitarsi ai «signa et prodigia», che si dicevano operati dal Santo (vd., sotto, la Lettera di Greccio).
La sistemazione di tali fatti e parole, inviati da quei frati che ne erano venuti comunque a conoscenza, portò, in ogni caso, il biografo (che pure non trascurò d'introdurre i «qua e là, alcuni miracoli secondo l'opportunità») su due precise direzioni: anzitutto su «alcuni episodi meravigliosi relativi alla conversione di Francesco, che non (erano) stati inseriti nelle Vite già composte»; poi (e risultò la parte maggiore) ad «esporre e mettere in luce, con attenzione e precisione, ciò che il santissimo padre Francesco ha voluto per sé ed i suoi» (vd. Prologo).
La nuova biografia è protesa a integrare, non a sostituire, la Vita prima.
La scarsa utilizzazione dei «signa et prodigia» indurrà tuttavia Tommaso a rimettersi, poco dopo (1252/1253), al lavoro per la stesura del Trattato dei Miracoli, che può essere considerato, a sua volta, un complemento della Vita seconda.
Colpita anch'essa dall'ordine di distruzione del 1266, la Vita seconda fu ritrovata sulla fine del sec. XVIII, e edita, per la prima volta, nel 1806, da S. Rinaldi, il quale si servì di un manoscritto molto difettoso.
Gli stessi editori di Quaracchi, per la loro edizione critica (in AF, X, pp. 127-268), non usufruirono che di due esemplari integri e di alcuni «estratti»: segno evidente che l'obliterazione della Vita seconda fu più profonda di quella della Vita prima, in considerazione, forse, della sua più decisa volontà di voler mostrare «con attenzione e precisione, ciò che il santissimo padre Francesco ha voluto per sé ed i suoi».
Può bastare questa constatazione per rivelarne l'importanza storica.
Il nostro volgarizzamento è fatto sulla precitata edizione critica."