martedì 20 settembre 2016

Presentazione del restauro della Mappa del Castello di Lonigo (VI) - LE FOTO DELLA SERATA

Venerdì 16 settembre presso il centro giovanile della parrocchia di Lonigo (VI) è stata presentato il restauro della Mappa del Castello di Lonigo (VI). 

Sono intervenuti:
Mons. Vittorio Montagna
Per i contenuti storici:
Dott. Enrico Borin
Prof. Nicoletta Nicolin

Introduzione al laborario:
d.Cristiano Ballan osb

Intervento di restauro:
Gloria Biasin, restauratrice
dott. Alberto Benato, restauratore



Mons.Vittorio Montagna e dott.Enrico Borin

Le nuove "scoperte" storiche dopo il restauro: prof. Nicoletta Nicolin e dott.Enrico Borin

Introduzione al laboratorio di restauro: d.Cristiano Ballan osb

Lo stato di conservazione della mappa e la progettazione del restauro: Gloria Biasin, restauratrice

Lo stato di conservazione della mappa e la progettazione del restauro: Gloria Biasin, restauratrice

L'intervento di restauro: dott.Benato Alberto (restauratore)

L'intervento di restauro: dott.Benato Alberto (restauratore)

Le conclusioni finali 

La sala gremita per l'evento

I saluti finali

lunedì 12 settembre 2016

PRESENTAZIONE DEL RESTAURO DELLA MAPPA DEL CASTELLO DI LONIGO


Serata di presentazione del restauro della Mappa del Castello di Lonigo. Il restauro è stato curato dal laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia con i suoi restauratori, che ne hanno curato la progettazione e realizzazione nonchè la documentazione integrale. Durante la serata i restauratori spiegheranno accuratamente le fasi dell'intervento di restauro con fotografie esaustive.

Programma della serata:

Mons.Vittorio Montagna
Saluto di benvenuto
Il '700 a Lonigo

Prof. Nicoletta Nicolin
La mappa del castello e l'importanza dei beni culturali nel territorio di Lonigo

Dott. Enrico Borin 
La corretta collocazione storica e spaziale del Monastero di S.Maria della Fontana

D.Cristiano Ballan osb
Il laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Gloria Biasin, restauratrice 

Il progetto di restauro e lo stato di conservazione della Mappa

dott. Benato Alberto, restauratore 
L'intervento di restauro



La presentazione si terrà venerdi 16 settembre alle ore 20.30 presso il centro giovanile della parrocchia del SS.mo Redentore di Lonigo (VI).


La presentazione si terrà venerdi 16 settembre alle ore 20.30 presso il centro giovanile della parrocchia del SS.mo Redentore di Lonigo (VI).





La Mappa prima e dopo l'intervento di restauro.

La mappa come si presentava dopo la pulizia per via meccanica (depolveratura, pulitura con gomme, aspirazione residui con microaspiratore).

mercoledì 17 agosto 2016

CONCLUSI I POSTI PER LE VISITE GUIDATE AL LABORATORIO

Si sono chiuse le prenotazioni per le visite guidate al nostro Laboratorio di restauro del Libro. I posti disponibili sono al momento tutti esauriti. Grazie per l'interesse dimostrato per questa iniziativa!

mercoledì 10 agosto 2016

I Materiali usati da Leonardo da Vinci per i suoi disegni.

I Materiali usati da Leonardo da Vinci per i suoi disegni.
Davvero interessante. Buona visione!
"In this short film, conservator Alan Donnithorne explores the materials that Leonardo da Vinci used to produce his magnificent drawings. Using examples from the holdings of the Royal Collection at Windsor Castle, the film looks at how Leonardo achieved the full range of effects, tailoring his materials to particular types of drawing. The film accompanies the travelling exhibition, 'Leonardo da Vinci: Ten Drawings from the Royal Collection'. For information, see royalcollection.org.uk/…/leonardo-da-vinci-ten-drawings-fro…."

mercoledì 6 luglio 2016

IL PERDONO DI ASSISI

Nel mese scorso, presso il nostro laboratorio, sono stati restaurati 4 documenti di grande importanza provenienti dalla biblioteca e dall'archivio del Sacro Convento di Assisi. Si tratta di tre pergamene e di un manoscritto cartaceo in mostra, assieme ad altri documenti di straordinaria importanza storico-artistica, dal 2 Luglio 2016 al 1 Novembre 2016 presso il museo della Porziuncola.

Il Perdono di Assisi
VIII CENTENARIO
DELL’INDULGENZA DELLA PORZIUNCOLA
Mostra di documenti, codici
e libri a stampa antichi
Santa Maria degli Angeli
Museo della Porziuncola – Sala san Pio X

La mostra, distribuita in 10 sezioni e in 26 teche, è accompagnata dalla pubblicazione di una guida divulgativa e di un catalogo edito dalla Fondazione Centro italiano di studi sull’alto Medioevo (Spoleto).
I documenti, i codici e i libri a stampa messi in mostra provengono dalle biblioteche del Sacro Convento di Assisi e del Convento della Porziuncola e da importanti biblioteche italiane e straniere, tra cui la Biblioteca Apostolica Vaticana. Saranno esposte la bolla di Celestino V per la Perdonanza de L’Aquila e la bolla di Bonifacio VIII per il primo giubileo del 1300.
http://www.porziuncola.org/interno.php?id=38&id2=72445


Consolidamento degli inchiostri decoesi con ausilio del microscopio digitale ottico.

Tensionamento perimetrale della pergamena con magneti.

Rimozione dell'adesivo antico ossidato.

Risarcimento di una lacuna.

Pulizia per via meccanica con pennello a setole morbidissime.

Una delle pergamene esposte alla mostra tensionata con magneti.

Rimozione dell'adesivo antico ossidato.

sabato 11 giugno 2016

HANJI PAPER FROM COREA

La fabbricazione della carta coreana Hanji. Interessante il metodo di formazione del foglio e le differenze nella lavorazione rispetto alla carta giapponese Washi. Buona visione!


giovedì 9 giugno 2016

LA LETTURA DI PAPIRI BRUCIATI DI ERCOLANO

Un utilizzo interessantissimo dell'acceleratore di particelle, il Sincrotrone, per la lettura di papiri di Pompei ed Ercolano compattati e "carbonizzati" altrimenti illeggibili. Da vedere!





"Un team scientifico internazionale coordinato da Vito Mocella dell’Istituto per la microelettronica e microsistemi del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli ha trovato il modo di accedere ai rotoli provenienti dalla biblioteca di Ercolano, dimostrando l’utilizzo di un inchiostro metallico, quattro secoli prima di quanto finora ritenuto.
Nel 79 d.C. l'eruzione del Vesuvio provocò la distruzione delle città di ErcolanoPompeiStabia e Oplontis. Rimaste sepolte per anni sotto una coltre di ceneri, lapilli e fango, le rovine di queste città cominciarono ad essere riportate alla luce a partire dal XVIII secolo.
I primi resti di Ercolano furono ritrovati casualmente nel 1709, e le ricerche furono più volte sospese e riprese fino ad uno scavo sistematico promosso da Amedeo Maiuri a partire dal 1927. Nel 1750 l’ingegnere svizzeroKarl Weber, scoprì casualmente la cosiddetta Villa dei Papiri, situata fuori della mura della città e appartenuta a L. Calpurnius Piso Pontifex o a Appius Claudio Pulcher
Esplorata fino al 1761, la Villa dei Papiri è tuttora in parte interrata ed inesplorata, coperta da oltre venticinque metri di materiale piroclastico formatosi a seguito delle eruzioni del 79 e del 1631. Durante le esplorazioni furono trovate numerose statue e una collezione di oltre 1.700 papiri, chiusi in casse, appartenenti alla biblioteca della casa. I papiri rinvenuti trattano di testi filosofici in latino e in greco e probabilmente si tratta solo di una piccola parte dell'intera collezione ancora da ritrovare.
I gas dell’eruzione non hanno bruciato i rotoli di papiro della biblioteca, ma li hanno trasformati in cilindri di materiale vegetale carbonizzato. Sono stati fatti molti tentativi per srotolare i rotoli carbonizzati ma nessuno ha avuto successo e alla fine gli studiosi decisero di smettere nei tentativi, in attesa che fossero inventati metodi migliori. Sono rimaste più di 300 pergamene più o meno intatte, e molti frammenti.
Un team scientifico internazionale coordinato da Vito Mocella dell’Istituto per la microelettronica e microsistemi del Consiglio nazionale delle ricerche (Imm-Cnr) di Napoli ha trovato il modo di accedere ai rotoli provenienti dall'unica biblioteca dell'antichità classica sopravvissuta
Lo scorso anno l’equipe internazionale è stata in grado di rivelare alcune lettere greche e un alfabeto quasi completo nei rotoli di Ercolano, utilizzando l’European Synchrotron Radiation Facility (Esrf) di Grenoble (Francia), individuando il contrasto tra le fibre di papiro e l’inchiostro, senza srotolare materialmente i papiri.
Il team guidato da Mocella ha ora scoperto, in due frammenti di rotoli di Ercolano, la presenza di un inchiostro metallico, dimostrandone l’utilizzo ben quattro secoli prima di quanto finora ritenuto.
“I papiri di Ercolano, carbonizzati dall’eruzione del Vesuvio, sono un tesoro dell’umanità, sono l’unica biblioteca dell’umanità che ci è pervenuta nella quasi interezza e contengono  per lo più testi filosofici di una scuola epicurea ma anche di altro tipo storico letterario databili fra il III secolo a.C. e il I secolo d.C.”, dice Vito Mocelladell’Imm-Cnr. “Finora si pensava che prima del IV-V secolo d.C. il metallo non fosse presente nell’inchiostro dei papiri greco-romani; con il nostro lavoro, combinando diverse tecniche non distruttive di luce di sincrotrone, abbiamo dimostrato la presenza di piombo nella composizione dell’inchiostro di due frammenti di papiri della biblioteca di Ercolano, ovviamente precedenti all’eruzione dell’anno 79 d.C., stabilendo inoltre che l’alta concentrazione del metallo non può dipendere da una eventuale contaminazione del piombo presente nei sistemi idrici o dall’utilizzo di un calamaio di bronzo”.
Inaugurato nel 1994, l'European Synchrotron Radiation Facility (ESRF), è uno dei tre più importanti sincrotroni attualmente in funzione nel mondo, insieme all'Advanced Photon Source (APS) di Argonne negli Stati Uniti e allo Spring-8 in Giappone. I ricercatori usano il fascio sincrotrone, essenzialmente composto di raggi x, nei campi della fisica, della biologia, della geologia, della chimica, dell'ingegneria dei materiali, della medicina e dell'archeologia." 

Articolo tratto da: https://www.researchitaly.it/conoscere/progetti-e-storie-di-successo/storie-di-successo/rileggere-i-papiri-di-ercolano-con-il-sincrotrone/

WASHI PAPER

La fabbricazione della carta giapponese, Washi Paper, che quotidianamente utilizziamo nel restauro dei materiali cartacei e membranacei. Il processo di fabbricazione è lungo e laborioso. Nel video si vedono tutte le fasi principali. Le carte ottenute sono di varie grammature e colori, un mondo da scoprire!







"For many of us, washi paper is the art supply equivalent of a dish that’s “too pretty to eat.” I love to look at it, but would be loathe to mar its beauty with my amateur creative efforts.
Originally intended for use in lanterns and shoji screens in Japan, its simplicity makes it a stand out among the far more ornamental decorative sheets populating the fancy international paper selections. Though there is no shortage of machine-produced washi on the market these days, the loveliest examples are still handmade in Kurotani, a small town near Kyoto.

Kurotani has the distinction of being Japan’s oldest paper-making town, and as documented by filmmaker Kuroyanagi Takashi, above, the washi process has changed little in 800 years.
In the pre-industrial age, washi-making was seasonal. Farmers planted the paper mulberry (kozo), mitsumata, and gampi plants essential to the process along with their food crops. Come havest-time, they would soak these plants’ fibrous inner barks until they were soft enough to be cleaned and pounded.
Then as now, the resulting pulp was added mixed with liquid and a mucilage to yield a (not particularly delicious sounding, and definitely not too pretty to eat…) spreadable paste.
The sheets are formed on bamboo screens, then stacked and pressed until dry.
The end result is both strong and flexible, making it a favorite of bookbinders. Its absorbency is prized by printmakers, including Rembrandt.
If you have a yen to witness the labor-intensive, traditional process up close, Dutchwashi craftsman Rogier Uitenboogaart runs a guest house as part of his studio in nearby Kamikoya.
The rest of us must content ourselves with Takashi’s meditative 5-minute documentary."

giovedì 19 maggio 2016

Japanese Brushes

Ultimi acquisti "orientali". Pennelli giapponesi, indispensabili per i restauratori! 
Shigokibake, Shigokibake mini, Noribake e Stencil brush.

Da sinistra: Noribake, Shigokibake, Shigokibake mini, Stencil brush.

Noribake

Noribake

Shigokibake

Shigokibake

Shigokibake mini

lunedì 21 marzo 2016

RESTAURO DI UNA PIASTRINA MILITARE DELLA GRANDE GUERRA

Pubblichiamo alcune foto del restauro di una piastrina militare ritrovata sul monte Grappa.
 Si tratta di una piastrina di un soldato di origine ungherese dall'identità in fase di accertamento, che ha combattuto durante la Prima Guerra Mondiale.
Le foto mostrano le varie fasi di questo delicato restauro e il risultato finale. 
La piastrina ora è in fase di "studio" per essere riconsegnata alla famiglia del soldato caduto.

La piastrina prima dell'intervento di restauro.
©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

La piastrina dopo il distacco dei frammenti contenuti e in parte compattati,
©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

La pulizia a tamponcino con soluzioni idroalcoliche dei documenti cartacei.
©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia
 

La ricomposizione dei frammenti.
©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

La velatura con velo giapponese 4gr./mq dei documenti cartacei. La velatura è stata necessaria per garantire stabilità meccanica ai frammenti. Il velo è stato fatto aderire con tylose MH300p. ©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

La pulizia per via meccanica del contenitore metallico. Dopo la pulizia accurata il contenitore è stato protetto con cera microcristallina per evitare l'ossidazione futura del metallo. Dopo la pulizia è emersa sul lato esterno della piastrina la lettera P incisa: il soldato probabilmente si chiamava Pal (Paolo). ©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Risarcimento di una lacuna del documento.
©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

La piastrina dopo l'intervento di restauro, conservata in un'apposita custodia rigida. ©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia 

lunedì 14 marzo 2016

Intervento di restauro su quattro pagine tratte da "I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli... ne i sei libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo Della Materia Medicinale...".


Le carte presentavano chiaramente gli effetti del foxing che aveva causato forti ossidazioni e ingiallimenti che ne minava la "lettura".
Le stampe sono state pulite accuratamente con gomma extramorbida in polvere e pennello a setole morbide.
Vista la colorazione delle incisioni, si è optato per un intervento con apporto minimo e controllato di acqua.
Prima una deacidificazione alcolica con propionato di calcio, e successivamente l'uso per la pulitura per via chimica di gel rigido di gellano.
Al gel rigido di gellano è stato aggiunto anche del Tert-butilamminoborano, per garantire un'azione riducente sul foxing.
Il risultato è stato più che soddisfacente.
Al termine le stampe sono state condizionate su passepartout di cartoncino a lunga conservazione, senza lignina e con riserva alcalina.
Le opere sono state poi riposizionate all'interno della cornice originale, previo intervento di restauro.
Il laboratorio si occupa anche del condizionamento finale delle opere (cornici, ecc.).

Prima e dopo l'intervento di restauro.
© Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Prima e dopo l'intervento di restauro.
© Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Deacidificazione alcolica con propionato di calcio.
© Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia
 

Applicazione di Gel rigido di gellano riducente.
© Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

domenica 13 marzo 2016

PROLUNGAMENTO STRAORDINARIO DELLE VISITE AL NOSTRO LABORATORIO

Visto l'interesse suscitato dall'iniziativa le Visite guidate le nostro Laboratorio di restauro saranno effettuate anche in tre sabati del prossimo mese di aprile.
Ricordiamo che è anche possibile prenotarsi alle visite del periodo autunnale.




E' obbligatoria la prenotazione su EventBrite:

venerdì 22 gennaio 2016

VISITE GUIDATE AL LABORATORIO DI RESTAURO

In occasione del 65° anniversario di apertura del Laboratorio di restauro del libro si organizzano, per piccoli gruppi, delle visite guidate dello stesso.
Le date previste per il periodo primaverile segnano ormai il tutto esaurito. E' possibile iscriversi però a quelle previste nel periodo autunnale (tutti i sabati dal 24 settembre al 17 dicembre dalle ore 15.30 alle ore 16.30).
La prenotazione è obbligatoria e si può fare a questo indirizzo:

http://www.eventbrite.it/e/biglietti-visita-guidata-al-laboratorio-di-restauro-del-libro-dellabbazia-di-praglia-19480572918?aff=es2


giovedì 14 gennaio 2016

IL RESTAURO DEI SIGILLI 2

Altre immagini del restauro di alcuni sigilli in cera in lavorazione presso il nostro laboratorio.


Prove di pulitura su un sigillo in cera rossa, contenuto in una teca di latta. Nella foto si vede chiaramente la zona senza depositi superficiali e incrostazioni dopo la pulitura.
©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Un sigillo in cera verde dopo il restauro. Sono stati consolidati i profili del sigillo senza ricostruirne la forma originale nell'ottica di un intervento conservativo. E' interessante vedere il sistema di appensione tramite tenie di pergamena.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

mercoledì 23 dicembre 2015

IL RESTAURO DEI SIGILLI

Recentemente, i nostri restauratori, hanno iniziato un percorso di formazione anche nel campo del restauro dei sigilli in cera. I sigilli essendo oggetti polimaterici hanno complessi problemi conservativi e richiedono una preparazione ad hoc. Le foto di quest'album mostrano le prime esperienze di restauro di alcuni sigilli con vari problemi di degrado.

La riproduzione delle foto non è consentita.
©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia
Preparazione della cera da restauro costituita da cera vergine d’api, cera carnauba e resina dammar miscelate a caldo.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Nella foto: la cera da restauro colorata utilizzando diversi pigmenti inorganici.
Il colore della cera da restauro viene realizzato osservando attentamente e valutando il colore della cera originale. Per ogni sigillo è comunque necessaria la creazione di una cera colorata di un colore vicino all'originale ma con una piccola differenza di tonalità che permetta l'individuazione dell'intervento di restauro.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Nella foto: la cera da restauro colorata utilizzando diversi pigmenti inorganici.
Il colore della cera da restauro viene realizzato osservando attentamente e valutando il colore della cera originale. Per ogni sigillo è comunque necessaria la creazione di una cera colorata di un colore vicino all'originale ma con una piccola differenza di tonalità che permetta l'individuazione dell'intervento di restauro.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Il restauro di un sigillo: Stato di conservazione prima dell’intervento di restauro. Il sigillo è spezzato in più parti, è lacunoso e presenta anche fessurazioni. La superficie si presenta inoltre molto sporca.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Il restauro di un sigillo: Pulitura ad umido della superficie.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Il restauro di un sigillo: Ricomposizione e allineamento dei frammenti.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Il restauro di un sigillo: Ricostruzione di una lacuna.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia
 

Il restauro di un sigillo: Il sigillo dopo l’intervento di restauro all’interno della teca di legno.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia

Il restauro di un sigillo: Stato di conservazione prima dell’intervento di restauro. Il sigillo è spezzato al centro trasversalmente, ed è lacunoso in alcuni punti. La superficie si presenta inoltre sporca e con concrezioni biancastre.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia
 


Il restauro di un sigillo: Pulitura ad umido della superficie.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia


Il restauro di un sigillo: Ricostruzione di una lacuna e parziale sutura della fessurazione centrale.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia


Il restauro di un sigillo: Il sigillo dopo l’intervento di restauro all’interno della teca di latta.

©Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia