giovedì 15 ottobre 2020

Giuseppe Tartini e la cultura musicale dell'Illuminismo - Restauro di un manoscritto

 Esposizioni temporanee come occasione per la valorizzazione e il restauro di un manoscritto.

Inizia oggi l'esposizione temporanea presso il Museo Diocesano di Padova "Giuseppe Tartini e la cultura musicale dell’Illuminismo". Nell'ambito delle celebrazioni dai 250 anni dalla morte di uno dei maggiori virtuosi che il violino abbia mai avuto, è stata ideata questa mostra dal Dipartimento DISLL (Studi linguistici e letterari) per iniziativa e curatela del prof. Sergio Durante che vede il supporto tecnico-organizzativo dell’Orchestra di Padova e del Veneto.
Tra i documenti esposti alla mostra è presente questo registro appartenente all'Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio. Il registro è tra i documenti scelti per importanza proposti in questa importante esposizione.
Nelle foto potrete apprezzare lo stato di conservazione prima e dopo il nostro intervento e anche le immagini di molte fasi del restauro.


Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Piatto anteriore prima del restauro

Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Piatto posteriore prima del restauro

Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Taglio di testa prima del restauro (cucitura non più funzionale, dorso invertito e molto compromesso)

Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Dorso prima del restauro
Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Pulitura per via meccanica con gomma wishab e pennelli a setole morbide


Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Sutura degli strappi
Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Misurazione del pH superficiale
Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Deacidificazione con nanoparticelle degli inchiostri di alcune carte


Registro 26 - Veneranda Arca del Santo -Tensionamento perimetrale con magneti della coperta membranacea

Registro 26 - Veneranda Arca del Santo -Risarcimento con polpa di carta su tavola aspirante delle lacune del cartoncino della coperta

Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Nuova cucitura su lingue fendue

Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Il risarcimento con carta Hanji delle lacune della pergamena

Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Recupero dei tasselli in cuoio

Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Unione del corpo delle carte al manoscritto

 Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Piatto anteriore dopo il restauro

 Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Taglio di testa dopo il restauro

Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Dorso dopo il restauro

 Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Taglio anteriore con la ribalta ripristinata nella sua funzione originale

 Registro 26 - Veneranda Arca del Santo - Piatto posteriore


giovedì 1 ottobre 2020

Restauro di opere su carta

Il laboratorio di restauro si occupa anche del restauro di opere su carta. L'intervento descritto in questo post riguarda alcune opere di committenza privata che necessitavano del restauro prima di una esposizione temporanea. Le opere, di vari artisti di inizio '900, erano montate nelle loro cornici originali anch'esse bisognose di un intervento conservativo o di restauro. Pubblichiamo alcune foto di un paio di opere per mostrarvi i risultati dell'intervento effettuato dopo il restauro e l'incorniciatura (tutte le fasi sono state eseguite e curate da noi).


Ritratto con cornice originale - prima del restauro

Restauro della cornice originale

Ritocco pittorico delle reintegrazioni delle lacune della cornice originale

Pulitura con gel rigido di Gellano dell'opera su carta

L'opera e la cornice restaurate: a protezione dell'opera (posizionata in passe-partout) è stato posizionato un vetro museale Tru Vue che permette di schermare del 99% i raggi UV.

Opera su cartoncino in cornice originale, prima del restauro.

L'opera durante le fasi di pulitura.
L'opera dopo l'intervento di restauro.


Acquerello nella cornice originale, prima del restauro.

Pulitura della cornice originale.

Tassello di pulitura della cornice decorata con foglia d'oro.


L'opera in cornice dopo il restauro: a protezione dell'opera (posizionata in passe-partout) è stato posizionato un vetro museale Tru Vue che permette di schermare del 99% i raggi UV.

mercoledì 23 settembre 2020

Dal mensile Bell'Italia "Piccolo mondo tra i colli"

 Nel mensile "Bell'Italia" di settembre trovate un bellissimo articolo che racconta le bellezze artistiche e non dell'Abbazia di Praglia. Una piccola parte è dedicata anche al laboratorio di restauro del libro e di opere d'arte su carta!

https://www.cairoeditore.it/bellitalia/bellitalia-n-413-settembre-2020/66785






venerdì 31 luglio 2020

L'imperatore e il rogo di Feltre

Fino al 30 settembre sarà possibile visitare l'esposizione temporanea "Carta, Fuoco e Macerie" presso il museo civico di Feltre - palazzo Villabruna. Un'occasione da non perdere che ha visto il laboratorio coinvolto nel restauro di parte dei manoscritti esposti.
Nell'articolo di ieri del Gazzettino si parla della mostra.
Buona lettura!

sabato 11 luglio 2020

SOLENNITÀ DI SAN BENEDETTO

Oggi, 11 Luglio, è la Solennità di San Benedetto da Norcia, fondatore dell'ordine monastico dei Benedettini. Anche in questo periodo molto particolare a causa dell'emergenza sanitaria ancora in corso, oggi è grande festa all'Abbazia di Praglia.

La sintesi della vita monastica è la Regola di San Benedetto dettata da egli stesso nel 534. 
In questa regola si organizza nei minimi particolari la vita dei monaci all’interno di una “corale” celebrazione dell’uffizio. Si diede nuova e autorevole sistemazione alla complessa, ma spesso vaga e imprecisa, precettistica monastica precedente. I due cardini della vita comunitaria sono il concetto di stabilitas loci e la conversatio. Lo stabilitas loci è l’obbligo di risiedere per tutta la vita nello stesso monastero contro il vagabondaggio allora piuttosto diffuso di monaci più o meno “sospetti”. La conversatio è la buona condotta morale, la pietà reciproca e l’obbedienza all’abate. Quest’ultimo è il “padre amoroso” (il nome deriva proprio dal siriaco abba, “padre”) mai chiamato superiore, e cardine di una famiglia ben ordinata che scandisce il tempo nelle varie occupazioni. Durante la giornata la preghiera e il lavoro si alternano nel segno del motto ora et labora (“prega e lavora”).

Nell'immagine qui sotto l'inizio della regola nel codice sangallesse 914 della biblioteca dell'Abbazia di San Gallo.


La regola è disponibile on-line a questo link:
https://ora-et-labora.net/RSB_it.html

giovedì 4 giugno 2020

Presentazione on-line della mostra "Carta, Fuoco, Macerie" visitabile al Museo Civico di Feltre

Feltre dopo la guerra di Cambrai nei documenti dell'archivio comunale.
Matteo Melchiorre, curatore della mostra allestita presso il Museo Civico di Feltre, ci accompagnerà alla scoperta di cosa avvenne a Feltre e nel suo territorio nel decennio immediatamente successivo alla distruzione del 1510. Assieme a lui, all'Architetto Giuliana Zanella e a Irene Pizzin, che hanno curato l'allestimento, cercheremo di capire come la comunità locale tentò di fronteggiare la lunga serie di problematiche politiche, sociali, fiscali ed urbanistiche scaturite nel tentativo di ricostruire una citta "combusta".
Interverranno Alberto Benato del Laboratorio di restauro del libro e di opere d'arte su carta dell'Abbazia di Praglia e Tiziana Casagrande, conservatrice dei Musei della città di Feltre.
L'evento è online e gratuito. Iscrizione necessaria a questo link: https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_PNsdz_-RQnOctCqtuCuhug


lunedì 1 giugno 2020

Carta, Fuoco, Macerie

Condividiamo con piacere la riapertura dei musei della città di Feltre.
La ripresa e il ritorno a una parziale normalità hanno permesso al comune e all'assessorato alla cultura di poter finalmente inaugurare la splendida esposizione temporanea "Carta, Fuoco, Macerie". La mostra, preparata con grande perizia, merita una visita e vi invitiamo a farlo. Il laboratorio di restauro ha contribuito con il restauro di 11 manoscritti, indispensabile testimonianza della storia del territorio.
"Tra il 1509 e il 1510 Feltre subì le conseguenze della guerra di Cambrai. Il 3 luglio 1510 le truppe imperiali entrarono a Feltre e la città fu data alle fiamme e completamente distrutta.
Il fuoco divorò ogni cosa: edifici pubblici e privati, valori economici, merci. Andò perduto nell'incendio anche l'intero archivio della Comunità. Di tutto quanto, nella storia plurisecolare di Feltre, era venuto depositandosi nell'archivio cittadino non rimasero che ceneri. È questa la ragione per cui tutti i documenti oggi conservati presso l'Archivio Storico di Feltre risultano essere posteriori al fatidico 1510.
Da qui nasce dunque l'evento espositivo Carta, fuoco, macerie. Protagonisti dell'esposizione saranno gli antichi volumi, in gran parte restaurati con il contributo della Fondazione Cariverona. La mostra si articola in 8 sezioni ed è allestita nelle sale del Museo Civico di via Luzzo, prezioso testimone della situazione urbanistica anteriore all'incendio. Si tratta di un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso gli antichi documenti, alla scoperta di quotidianità perdute cinquecento anni fa e per rendersi conto di come, da quelle che erano solo macerie, una città possa ripensare la propria identità.
La mostra sarà visitabile dal 30 maggio al 13 settembre 2020 nelle giornate di venerdì, sabato e domenica con orario 10:30 - 12:30 e 15:00 -18:00.
Tra il 1509 e il 1510 Feltre subì le conseguenze della guerra di Cambrai. Il 3 luglio 1510 le truppe imperiali entrarono a Feltre e la città fu data alle fiamme e completamente distrutta.
Il fuoco divorò ogni cosa: edifici pubblici e privati, valori economici, merci. Andò perduto nell'incendio anche l'intero archivio della Comunità. Di tutto quanto, nella storia plurisecolare di Feltre, era venuto depositandosi nell'archivio cittadino non rimasero che ceneri. È questa la ragione per cui tutti i documenti oggi conservati presso l'Archivio Storico di Feltre risultano essere posteriori al fatidico 1510.
Da qui nasce dunque l'evento espositivo Carta, fuoco, macerie. Protagonisti dell'esposizione saranno gli antichi volumi, in gran parte restaurati con il contributo della Fondazione Cariverona. La mostra si articola in 8 sezioni ed è allestita nelle sale del Museo Civico di via Luzzo, prezioso testimone della situazione urbanistica anteriore all'incendio. Si tratta di un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso gli antichi documenti, alla scoperta di quotidianità perdute cinquecento anni fa e per rendersi conto di come, da quelle che erano solo macerie, una città possa ripensare la propria identità.
La mostra sarà visitabile dal 30 maggio al 13 settembre 2020 nelle giornate di venerdì, sabato e domenica con orario 10:30 - 12:30 e 15:00 -18:00."


domenica 3 maggio 2020

Riapertura del laboratorio dopo l'emergenza Covid 19

Buongiorno a tutti! Riprende il 4 maggio l'attività del nostro laboratorio dopo lo stop dovuto all'emergenza COVID-19. Per ora riprendono l'attività di restauro in laboratorio con tutti i progetti che erano in corso nel rispetto delle norme igenico sanitarie dei restauratori operanti in laboratorio. Prima di poter accedere al laboratorio per preventivi e progetti vi chiediamo di attendere ancora qualche giorno, nel rispetto delle attuali disposizioni per i movimenti all'interno del territorio regionale.
Riprenderemo più determinati di prima!

giovedì 23 aprile 2020

World book day - Giornata mondiale del libro

Oggi è il #WorldBookDay, la giornata mondiale del Libro.
In questa speciale occasione che ricorre oggi, non potendo essere operativi, vi regaliamo alcuni scatti riguardanti un intervento di restauro eseguito qualche mese fa.
L'intervento di restauro ha riguardato alcuni manoscritti dell'Archivio storico della città di Feltre.
Le foto mostrano in particolare l'estimo di Lamon del 1514. Il manoscritto versava in pessime condizioni conservative dovute a infiltrazioni d'acqua, attacchi di microorganismi e insetti, deposizioni di polvere, ecc. Scorrendo le immagini potrete capire il tipo di intervento di restauro eseguito e la sua complessità. Il recupero totale recupero del manoscritto, di ogni sua parte e di ogni frammento, ha reso finalmente l'estimo nuovamente fruibile. Questo documento è di grandissima importanza per la conoscenza del territorio e per l'approfondimento della storia locale.
Questo ed altri volumi restaurati saranno visibili presso la mostra allestita a Feltre "Carta, Fuoco e macerie". La mostra, a causa della situazione sanitaria del momento, è stata posticipata a data da destinarsi.


Piatto anteriore prima del restauro.

Piatto posteriore prima del restauro.

Dorso prima del restauro.

Prime carte prima dell'intervento di restauro.

Intervento di restauro: depolveratura e pulitura delle carte.

Intervento di restauro: trattamento per via umida delle carte, previo test della stabilità delle mediazioni grafiche.

Intervento di restauro: risarcimento delle lacune.

Intervento di restauro: Cucitura su nuove lingue fendue in cuoio sulle tracce originali.

Intervento di restauro: Cucitura su nuove lingue fendue in cuoio sulle tracce originali.

Intervento di restauro: trattamento localizzato delle assi lignee.

Intervento di restauro: recupero del dorso originale.

Intervento di restauro: recupero del dorso originale.

Dopo il restauro: Il manoscritto all'interno della nuova scatola di contenimento di cartoncino a lunga conservazione.

Dopo il restauro: Piatto anteriore.

Dopo il restauro: Piatto posteriore.

Dopo il restauro: Dorso.

Dopo il restauro: Carte interne.

domenica 12 aprile 2020

Buona Pasqua in attesa della ripartenza delle attività

Con questo post i restauratori del laboratorio desiderano augurarvi una Buona Pasqua, pur sapendo quanto siano giorni per tutti noi molto particolari. In questo periodo di obbligato fermo delle attività come la nostra, desideriamo comunque comunicarvi che siamo operativi per ricevere le vostre richieste di consulenza di qualsiasi genere alla nostra e-mail: restauro.libro@praglia.it
Vi aspettiamo per una nuova ripartenza a partire dal 4 Maggio 2020.

L'augurio di Buona Pasqua giunga a voi e ai vostri cari anche con le parole del Padre Abate Stefano Visintin.
Ci sono dei momenti nella vita in cui siamo spinti a porci delle domande fondamentali a riguardo dell’esistenza in generale e a riguardo della nostra stessa esistenza. In questi momenti siamo spinti a lasciare la superficie delle abitudini quotidiane, anche religiose, per guardare più a fondo e vedere che cosa sta sotto la realtà che viviamo e dove si fonda la nostra vita. Sono momenti in cui nello scorrere abituale delle nostre vite si affaccia, fascinoso e tremendo, quel Mistero che invano cerchiamo di allontanare o di comprendere e afferrare. Sono momenti di grazia in cui emerge se siamo veramente uomini di fede capaci di abbandonarci e farci afferrare da quel Mistero che chiamiamo Dio e che è sorgente di vita sempre nuova. Questo è uno di questi momenti. Questa emergenza ci riporta alla coscienza una realtà che nella nostra società è spesso rimossa: la precarietà della nostra esistenza. La nostra attenzione e i nostri desideri sono solitamente catturati da obiettivi di benessere e di godimento che economia, scienza e tecnica ci mettono a disposizione. La precarietà della nostra esistenza che di solito sta ai margini e viene coperta, in questi giorni emerge come realtà viva della nostra esistenza e questo ci turba.
Tutto questo accade proprio in un periodo liturgicamente forte in cui siamo chiamati a preparaci, a divenire più consapevoli, del Mistero di morte e risurrezione che accompagna la nostra vita e la vita del mondo e che celebreremo a Pasqua.
Anche se non sarà possibile per voi partecipare ai riti della Settimana Santa qui a Praglia, sappiate che le nostre celebrazioni comunitarie continuano a essere celebrazioni in cui la Chiesa popolo di Dio innalza la sua preghiera al Padre per mezzo di Cristo suo capo e nell’unità dello Spirito Santo. A queste celebrazioni potete unirvi nello Spirito anche voi dalle vostre case.
Vi auguro una buona Settimana Santa che culmini nel giorno radioso di Pasqua in cui la luce ha vinto le tenebre e la vita la morte. Che anche noi possiamo passare con Cristo dalla morte alla vita vera e immortale. Usando le parole di S. Agostino, “Attraverso la sua passione infatti il Signore passò dalla morte alla vita, e a noi che crediamo nella sua risurrezione egli ha aperto la via per la quale anche noi passiamo dalla morte alla vita”.
In vicinanza spirituale e con un mutuo ricordo nella preghiera,
 Stefano Visintin
Abate Abbazia di Praglia